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Castelsardo è arroccata su di un promontorio vulcanico, fu fondata nel 1102 dai Doria che la chiamarono Castelgenovese ed è stata utilizzata per secoli come roccaforte difensiva e puntostrategico di controllo. Divenne poi, con la conquista aragonese del 1448, Castelaragonese e assunse solo nel 1776 il nome definitivo di Castelsardo.

La città è inserita in diverse reti internazionali, fra le quali “I borghi più belli d’Italia”, il “Village Terraneo” (che riunisce 17 fra le più belle città euromediterranee) e soprattutto la Conferenza permanente delle Città storiche del Mediterraneo. Il castello è senza dubbio l’attrazione principale dove si può trovare un bellissimo museo dell’Arte dell’Intreccio Mediterraneo.

Cattedrale Sant'Antonio AbateMolto suggestiva ed interessante da un punto di vista artistico è la Cattedrale di Sant’Antonio Abate, costruita nel quattordicesimo secolo e consacrata nel 1622. L’edificio, che stilisticamente fonde elementi del gotico catalano e del classicismo rinascimentale, si trova nel centro storico di Castelsardo, in posizione panoramica, a picco sul mare. Esternamente si caratterizza soprattutto per l’alta torre campanaria, coperta da un cupolino maiolicato. L’altare maggiore in marmo del 1810, in cui troneggia la tavola della Madonna con Bambino assisa in trono, dipinta nel XV secolo dall’artista, la cui identità è ancora oggi oggetto di tesi controverse, noto come maestro di Castelsardo. Interessanti anche alcuni altari lignei e l’organo settecentesco.
Numerose opere d’arte sacra si possono ammirare anche nei sotterranei della cattedrale, da alcuni anni adibiti a museo diocesano, e intitolato proprio al Maestro di Castelsardo.
Sempre nel centro storico si può visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie, di epoca medievale, dove è custodito il crocifisso ligneo del Cristo Nero, risalente al 1300.

Castelsardo mantiene ancora oggi la sua fisionomia essenziale e ancora molto visibili sono i bastioni circostanti: dalla “Pianedda”, la piazza principale, si raggiunge il centro storico ricco di sentieri, ripide scalinate, chiese e palazzi. Di notevole interesse è il Palazzo Episcopale luogo di due mostre permanenti: “Memorabilia Canonicorum et Episcoporum Ampurienses” e Stregoneria, Eresia e Santa Inquisizione.

1604690_1397783503817638_580291535_nPer le vie del centro storico è facile incontrare ancora oggi le donne del posto intente a realizzare i cestini, la massima espressione dell’artigianato locale, oppure i vecchi pescatori alle prese con la riparazione delle reti o con l’intreccio delle nasse.

La storia di questa parte di Sardegna però è ben più antica. La zona è stata abitata sin dalla preistoria e si possono ammirare i resti degli insediamenti nuragici e prenuragici soprattutto nella vicina località Multeddu. Qui si trova la Roccia dell’Elefante che ospita alcune Domus de Janas e si possono vedere i resti del nuraghe Paddaju.

Di notevole interesse archeologico è anche il complesso del Monte Ossoni, dove si trovano i resti di un villaggio preistorico difeso da imponenti mura.